Martedì, 22 Luglio 2014 09:42

Appaloosa: in anteprima su XL La Repubblica il nuovo video "Barabba"

Da oggi in anteprima su XL La Repubblica il nuovo video psichedelico degli Appaloosa "Barabba", girato da Laura Gianetti.
 
Ecco cosa racconta su XL Repubblica Laura, a proposito delle riprese del video:
 
“Quando mi sono trasferita a Berlino, la casa in cui sono entrata era completamente vuota. Gli unici oggetti che il proprietario aveva lasciato, erano solo un lavandino intasato e un vecchio forno elettrico che, oltre a non funzionare bene, aveva una delle quattro piastre che si era rotta e diventava subito incandescente. Spesso dopo averla usata, ci schizzavo l’acqua con le mani bagnate perché mi piaceva vedere le gocce che scomparivano tra le crepe appena toccavano la superficie rovente. Il passaggio successivo sono stati gli Appaloosa.
 
Erano stati a suonare qui per il tour europeo e qualche giorno dopo esserci salutati, mi chiesero di fare il video per un pezzo di Trance44 e scelsi subito Barabba (Lu Re), un brano ipnotico che pensavo si sarebbe legato molto bene al tipo di immagini che avevo in mente. L’idea di utilizzare il contrasto dei colori e della temperatura, mi ha portato a quella di usare del ghiaccio che però non volevo avesse la forma del classico cubetto, quindi ho preso l’involucro della sorpresa di un uovo di pasqua e l’ho usato come contenitore. Ho passato un paio di settimane in cui, dopocena, sfornavo un paio di questi “medusoni” dal freezer e giravo qualche scena. Una sera, prima di riempire una delle due metà del contenitore, ho deciso di metterci dentro anche un modellino per plastici architettonici e il giorno dopo ho finito per squagliare anche lui.
 
In fase di montaggio ho cercato di sincronizzare le immagini col suono, scegliendo il momento dell’impatto del ghiaccio sulla piastra come climax e gli ultimi momenti prima dello scioglimento definitivo come fade out. Poi ho inserito anche i modellini in questo scenario, modulando i tempi e gli spazi delle singole clip e infine sottolineando col colore la temperatura che nei vari momenti il brano mi suggeriva.
 
Il risultato di questo scenario mi ha ricordato, forse per deviazione professionale, una sorta di metafora della storia dell’uomo: individui che si muovono in uno spazio il cui tempo è scandito periodicamente da ere glaciali, riscaldamenti globali, cicli solari e moti, ovvero un pianeta in continua trasformazione. O forse è solo una piastra con qualche omino di plastica e un pò di ghiaccio”.
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