Giovedì, 06 Settembre 2012 13:14

BC022 Giancarlo Frigieri - Close your eyes and think about beauty

Questi sono tempi strani.

Sono strani i tempi dove puoi ricevere tonnellate di musica attraverso un parente del telefono (perché alla fin fine quello è il modem, o no?) tanto che puoi tranquillamente dimenticarti di cosa possiedi oppure no? Secondo me si.

Sono strani i tempi nel quali, come diretta conseguenza, coloro che si definiscono intenditori di musica non hanno nemmeno più il tempo per ascoltarsi con attenzione ciò che possiedono? Secondo me si.

Sono strani i tempi nei quali i 15 minuti di fama stanno diventando forse troppo tempo a disposizione, perché la soglia massima di attenzione è divenuta ancora più breve? Secondo me si.

Sono strani i tempi in cui, come conseguenza pratica, si vendono più suonerie per il cellulare che dischi? Secondo me si.

Sono strani i tempi in cui persino gli anglo-americani si vergognano del proprio nome? No, dico... I vari Will Oldham, Sam Beam, Jason Molina, Conor Oberst... hanno nomi che suonano fighissimi ! Perché cacchio si devono ridurre a trovare pseudonimi assurdi come “Bonnie Prince Billy”, “Iron and Wine”, “Songs:Ohia”, “Bright eyes”, “Smog” e chi più ne ha più ne metta? Cos’è? La sindrome di Alberto Sordi al contrario?

Sono strani i tempi in cui tutti fanno tutto da soli e si danno un nome che sembra quello di un gruppo? Perchè? Ma non avevamo tutto il mondo a portata di dito? Ci si vergogna a scoprire di esser soli?

Troppe domande.

Ho pubblicato questo disco per la prima volta col mio nome e cognome. Ho pensato che fosse un buon modo per costringersi ad essere ancora più onesti con se stessi. In fondo, data l’età non più adolescente, forse è ora di cominciare a fare i conti con quello che si è e non con ciò che si vorrebbe essere o sembrare.

Ho pubblicato un disco zeppo di brani lunghi, ma in fondo perdiamo quotidianamente tantissime porzioni di tempo da 7, 8 minuti e non ce ne accorgiamo.

Ho pubblicato un disco che credo possa piacere a chi pensa che ascoltare musica voglia dire farlo con calma e attenzione, prendendosi i propri tempi, innanzitutto per cercare di ottenere dalla musica un qualsiasi sentimento: sia esso di gioia, rabbia, aggressività, alienazione... Tutto purché sia quel sentimento del quale si ha bisogno in quel determinato periodo.

Spero che si possa creare, tra questo disco e voi, una situazione di intimità come è accaduto tra me ed altri dischi, che io reputo importanti, aldilà dell’”Hype”, della “seminalità” e di tutte le altre stronzate.

Buon ascolto.