Giovedì, 06 Settembre 2012 13:18

BC023 May I refuse - Weather Reports

Dopo sei anni dall’esordio e tre dalla loro ultima pubblicazione, vede la luce il secondo album dei May I Refuse dal titolo “Weather Reports”. I dieci pezzi che lo compogono sono stati registrati, mixati e maDopo sei anni dall’esordio e tre dalla loro ultima pubblicazione, vede la luce il secondo album dei May I Refuse dal titolo Weather Reports.
I dieci pezzi che lo compogono sono stati registrati, mixati e masterizzati da Giacomo Fiorenza e Francesco Donadello presso l’Alpha Dept. di Bologna (Julies Haircut, Giardini di Mirò, Yuppie Flu, Moltheni...). Lasciatisi alle spalle il passato più marcatemente “emozionale”, i quattro fiorentini si lanciano nell’esplorazione di nuovi territori, approdando ad un indie-rock dalle tinte smaccatamente pop sporcato con vaghi accenni di psichedelia. Chitarre e pianoforte si incrociano nei dieci pezzi che compogono la nuova opera dei May I Refuse, creando canzoni capaci di cullare l’ascoltatore con dolci melodie come di scuoterlo e travolgerlo con ritornelli incalzanti, passando da solari ritornelli pop a crepuscolari canzoni indie. Weather Reports è un’opera mutevole, cangiante, come solo il clima sa esserlo. Musica profonda, matura. Ma allo stesso tempo accessibile e di facile ascolto. In una sola parola: Musica rock.sterizzati da Giacomo Fiorenza e Francesco Donadello presso l’Alpha Dept. di Bologna (Julies Haircut, Giardini di Mirò, Yuppie Flu, Moltheni...). Lasciatisi alle spalle il passato più marcatemente “emozionale”, i quattro fiorentini si lanciano nell’esplorazione di nuovi territori, approdando ad un indie-rock dalle tinte smaccatamente pop sporcato con vaghi accenni di psichedelia. Chitarre e pianoforte si incrociano nei dieci pezzi che compogono la nuova opera dei May I Refuse, creando canzoni capaci di cullare l’ascoltatore con dolci melodie come di scuoterlo e travolgerlo con ritornelli incalzanti, passando da solari ritornelli pop a crepuscolari canzoni indie. Weather Reports è un’opera mutevole, cangiante, come solo il clima sa esserlo. Musica profonda, matura. Ma allo stesso tempo accessibile e di facile ascolto. In una sola parola: Musica rock.

BIO

I May I Refuse sono una band attiva dal 1999. Ancora nel pieno dell’adolescenza, nel 2000, affrontarono la prima esperienza in studio per la registrazione di una demo (“Old Fashioned”). Il lavoro, seppur modesto, permette di allacciare contatti con una piccola ma volenterosa etichetta, la Dufresne Records, la quale si interessa sempre più alla musica dei May I Refuse fino a proporgli la produzione di un disco. Così nel marzo del 2002 esce “Everything stops her breathe”, un disco che si può cosiderare come un riassunto di tutte le influenze assorbite dai tre ragazzi di Firenze fino ad allora. Disco d’esordio di una giovanissima quanto sconosciuta band, ottiene buone recensioni da parte di webzine e giornali del settore, le quali accostano il sound dei May I Refuse a quello di band come Promise Ring, Get up Kids e Last days of April. Il disco inoltre permette al trio di suonare su diversi palchi e, grazie al lavoro dell’ etichetta, la band ha anche la fortuna di affrontare un piccolo tour in Germania ed Olanda.

Dopo molti concerti, nel 2004, grazie alla proposta della Panc Records, i May I Refuse realizzano un disco con i Mrs. Fletcher: tre pezzi a testa. Tutto fa pensare che il futuro dei May I Refuse sia assolutamente roseo. Invece arriva un periodo nero per la band che viene prima letteralmente truffata dall’ etichetta milanese UrloMusic la quale aveva proposto la produzione di quello che sarebbe stato il loro secondo album; poi, dopo aver trascorso un 2005 praticamente inattivo, deve affrontare l’abbandono di uno dei suoi componenti a causa di motivi personali. Fortunatamente nel 2006, grazie all’interesse della Black Candy Records, che già aveva mostrato attenzione nei confronti del gruppo, i May I Refuse acquistano una nuova linfa vitale, entra a far parte della band un nuovo chitarrista ed inizia la composizione di nuovo materiale.